sabato 4 gennaio 2014

38_500 giovani per la cultura: il bando per giovani allo sbando

Età inferiore ai 35 anni.
Ok.

Voto di laurea minimo: 110.
E sticaaazzi.
Ma comunque, pure questo, ceeeeelo.

Posti ricercati: 500.
Apperòòò!

Ambito: cultura.
Digitalizzazione del patrimonio culturale i-ta-liia-no. Va letto bene scandendo "italiano" un pò alla fascio, che fa più serietà.
Maddaiiii?!?!

Ragazzi, basta, è fatta.
Adesso vi saluto col manino, faccio il mio concorsino al MiBAC che, su 500 posti, magari questa volta ce la si fa. Si, dai, ce la si fa.

Vado sul sito.
Leggo il bando.

Se vedete rotolare qualcosa dalla finestra sono le mie mammelle, cadute al suolo, rovinosamente.

Il bando ricerca brillanti (basta "brillanti" per un'armata di nerd che ha come voto più basso il 110???) professionisti laureati, al di sotto dei 35 anni, per un ambizioso, quanto ammirevole (meglio tardi che mai, dai-italia-dai), progetto di digitalizzazione della cultura.

Ormai ci sono abituata.
Tutti noi lo siamo.

Ma chi volete prendere in giro????

Questa è la prima frase che a me, e agli altri laureati cum o siienz laude, è passata nel cervello.

Allarme rosso gigantesca presa per il culo, FOTTITURA!!!, ripeto, gigantesca FOT-TI-TU-RA!!!!

E infatti, non è che ci metti poi molto a capire che ennesima figuraccia siano riusciti a fare.

Il bando è per un anno di FORMAZIONE.
Che poi, i professionisti trentenni, devono essere formati, si.
E' un pò come i parrucchieri che hanno fuori dalla porta il cartello: "Cercasi apprendista con esperienza".
Senza vergogna.

Ma Marta, basta con tutto questo acidume, che sei tu la prima sostenitrice del Long Life Learning.
Che ti iscriveresti domani ad un'altra facoltà.
O alla stessa, ma con un altro indirizzo, così, per essere più sadica.

Vero.
Ma non lo faccio, cazzaccio.
Perchè a trent'anni non ti puoi più permettere di non avere uno stipendio.

E, infatti, il MiBAC, ha pensato anche a questo.
Il contratto di formazione di un anno è pure retribuito.
Per 35 ore alla settimana 400 euro LORDI.

Che io poi me lo vedo un poraccio come me, che dice, massì, mò per un anno faccio la fame ma entro al MiBAc, mica da Mc Donald's.
Ma caro il mio trentenne illuso....ma che cazzo dici?!?!?!?
Il tuo discorso, come qualsiasi discorso su un qualsiasi stage, regge se quella formazione che tu fai (a titolo, ricordiamolo, quasi gratuito. A tal proposito il ministero sottolinea come non sia in alcun modo possibile fornire dei buoni pasto) ti viene ripagata, a fine stage, appunto, con un posto fisso(?) o con delle capacità che puoi rigiocarti sul mercato del lavoro.

Ma su che basi allora si fonda questo reclutamento di massa?
Poi prenderanno tutti?
Maaachecccccaaaaaaz?!?!?!?
...Beh...allora...i più meritevoli??
Maccchemmmminch??!?!?!

Nessuno.
Ma avrai un altro bell'attestato per pulirti il tuo sorry-ass.
E qui, l'inglese rende perfettamente.

Nessuna sicurezza, nessuna effettiva possibilità di rispendere le competenze acquisite.
Un anno della tua (inutile?) vita buttato nel cesso.
Con una pacca sulla spalla, se ti va bene, ti saluteranno e nessuno, due mesi dopo, si ricorderà più chi sei.
Sarai uno dei tanti.
E alla fine, tra chissà quanti anni, e quanti stagisti, la Bella Italia raggiungerà a fatica i suoi obiettivi di digitalizzazione del patrimonio culturale.

Il patrimonio umano, che vada pure a cagare.

lunedì 30 dicembre 2013

37_soffia che ti passa: secondi lavori dal guadagno facile. Come gonfiare un palloncino


Sabato sera.
Cena casalinga low cost con amici: birra per i più, takiflù per me, pizza e televisore acceso in sottofondo.
Inevitabilmente si finisce a parlare del lavoro che va e che viene, dell'impossibilità di riuscire a mettere via neppure quella parte che servirebbe ad accendere il mutuo che ti porterai comunque nella tomba, e, insomma, tutti quei discorsi pacco da presi male, quei discorsi che "...ai tempi dei miei, invece...", che neanche alla peggior bocciofila di plurinovantenni sentiresti raccontare.
Rassegnati al fatto che, quel bilocale in costruzione al di là della strada, trasformato per esigenze di mercato in un TRI, te lo vendono davvero a 375MILAEURO e che quindi proprio noncisonocazzi, ingurgiti i bocconi con una fatica tutta nuova.
E il fatto che non respiri, e che la testa sembra voglia esploderti (questa volta solo per il raffreddore), di certo non rende il tutto più piacevole.

In un momento di mesto silenzio, veniamo risvegiati dal coma da un rumore che proviene dalla tele, fino al quel punto totalmente ignorata.
E' un rumore un pò fastidioso, indecifrabile.
Alla tele, un tizio americano sessantenne, racconta della sua ossessione-da-palloncini tenendosene uno trasparente -la sua tipologia preferita- stretto tra le braccia, spesso accarezzandolo e, così facendo, provocando quel fastidioso rumore che ci aveva fatti girare tutti e quattro verso lo schermo.
Dopo i primi minuti di (nostra) confusione a riguado, il vecchio, con tono innocente, aggiunge che, si, la sua attrazione nei confronti dei palloncini è anche di tipo sessuale.

Maaaaacosacaaaaaaaz?!?!?!?!?!?

E niente, da lì ci si apre un mondo.

Con mia grandissima sorpresa non c'è una voce di wikipedia dedicata, ma ve lo spiego io, che è uguale...
Un looner è un tipo feticista dei palloncini.
Si tratta dell’eccitazione sessuale nel vedere qualcuno gonfiare un palloncino (in inglese balloon, da cui looner): osservare una bella donna soffiare, udire i suoi ansimi, l’alzarsi e abbassarsi ritmico del petto, insomma, la fisicità dell’atto, è il fulcro di tale spettacolo.
Aggiungete a questo la stimolazione sensoriale giocosa dei palloncini multicolori, il rumore del lattice sotto i polpastrelli e l’eccitazione di non sapere esattamente quando esploderà, e avrete una chiara idea del climax di cui i looners vanno ghiotti.

Tutto qui?
Si, cazzo!

Anzi, no!
Il nostro climax di incredulità tocca l'apice quando, ormai intrippati da 'sta fissa, troviamo che su e-bay, un palloncino gonfiato da una tipa è stato venduto a 90 dollari!
Novantadollaroni!!!!

Pausa.

Alzo lo sguardo verso Mapi e incrocio il suo, dritto nei miei occhi.

Avete capito.



Stamattina mi alzo, accendo il computer e mi trovo questo messaggio:














Ahahhahahhahah, mmmmmavveramente?!?!?
Rileggendolo mi piace farvi notare il passaggio in cui dice di fare questo lavoro da DECENNI, che, se ce ne ha 30, la tipa in questione, è già tanto.

Ma vabbè.
Il mondo è strano...
...o forse no.

Forse non è strano che per un attimo (o più di uno...) abbiamo pensato che, davvero, metterci a gonfiare e strofinare un paio di palloncini a sera non sarebbe stato poi così male, che ci avrebbe, senza alcun dubbio, potuto fruttare più di un secondo lavoro in piena regola; che alla fine non c'è niente di male, un video a gonfiare palloncini è sempre più decoroso di tanti autoscatti da bimbemikia che infestano giornalmente, inutilmente, le nostre bacheche di facebook...

E poi, niente, giro un attimo la testa prima di rileggere il tutto e cosa mi ritrovo sulla scrivania????


Segno del destino???


mercoledì 25 dicembre 2013

36_natale

Non vorrei passare per una di quelli che si devono per forza lamentare che il Natale è una festa di merda.
Io vorrei un casino sentire lo spirito natalizio, vorrei aver avuto giorni per andare a cercare regalini più o meno cazzuti per persone più o meno care, mi sarebbe piaciuto camminare per le strade col naso all'insù sorridendo per le luminarie, aver sentito un pò di magia nel fare l'albero (che, a differenza dello scorso anno, mi sono sforzata di addobbare e non abbandonare nello scatolone in un angolo della sala).
Mi sarebbe piaciuto sentire che qualcosa di speciale stava per succedere, un pò come quando si era piccoli.

Io c'ho provato, eh.
Ma niente.
Zero.
Anzi, vi dirò, qui va sempre peggio.

Forse che stare a lavoro fino alle otto del 24 fa passare un pò la poesia.
Forse che avere a che fare con gente che va in cerca di regali dell'ultimo secondo, per fare "un pensierino", parafrasi del concetto di non-c'ho-un-cazzo-di-voglia-di-farlo-sto-regalo-demmmerda e "maaaa...roba da meno non ce l'hai?", non aiuta...
Forse che, si, anche in questo post sono in premestruo....

...sta il fatto che tutto 'sto pressing per il Natale è stato, anche quest'anno, una vera sconfitta.
Coi parenti, poi, sembra che tutto debba ruotare solo e soltanto attorno a quanto puoi riuscire a mangiare.
Cioè, il successo del tuo (ma soprattutto del loro) natale è direttamente proporzionale a quanto tu riesca a mandar giù.
Fai felice il parentado se mandi giù.
Non mandi giù?
Delusione e profondo rammarico negli occhi dei tuoi commensali.

Altro da questo magico giorno?
Niente da dichiarare.

Detto questo, sappiate che ho cancellato una sbrodolata di rflessioni-da-pippe-mentali-hardcore che mi ero messa a scrivere ma che poi, vabbè, che ve lo scrivo affà...

Comunque è vero quello che mi ha detto una sciùra in negozio qualche giorno fa:
"il Natale dovrebbe cadere ogni 3-4 anni".
Tààààc.
Colto in pieno.
Quanta verità.

E, per concludere questo post inconcludente, visto che sono ancora in tempo: buon Natale a tutti.
Ma soprattutto ai presibene.
 

lunedì 2 dicembre 2013

35_ti farò mangiare la mia polvere: breve storia di un taccheggio sventato

L'ho beccato.
Ieri sera, finalmente, ho beccato il merda che mi fotteva quintalate di ciprie dal negozio.
Anche ieri sera ero sola, c'erano almeno 3 persone in negozio, zona cassa, io ero classicamente divisa tra una battitura, uno sconto, un pacchetto, uno scontrino e un campioncino da lasciare e....grazie a dio, la mia rinomata cecità, almeno questa volta, è stata smentita.
Alzo lo sguardo e vedo 'sto vecchio che arraffa a piene mani dalla mia zona trucco.
I miei cazzo di trucchi! Che sistemo autisticamente in modo che non ci siano fottutissimi e antiesteticissimi buchi! Io odio i buuuchi!!!

Horror vacui.
Sempre.

Mollo tutto e gli vado incontro, non ricordo cosa ho detto ma di sicuro gli ho ripreso quello che aveva in mano e lui, sfacciatissimo ha anche provato a dirmi: "..Eccchèèèè, sccctavo guardando iii colore, eccchenonzipuò???"
Io l'avrei preso a calci. Ma menato forte, eh.
Che aziendalista...mi meriterei l'indeterminato ad honorem.
No, soprattutto ora rodo perchè, dopo, come sempre, mi sono venute in mente mille frasi figata che avrei potuto dirgli.
Una battutina sulla sua seconda vita da viados che avrebbe giustificato il furto di tutto quel cerone non sarebbe stata male.
Poi, gli mollo in mano il catalogo e gli dico che così lì trova lì sopra, i colori.
E, anche qui, potevo aggiungere che doveva leggerselo bene, guardare bene i prezzi, e poi ci potevamo anche mettere a posto con tutto quello che mi aveva già portato via.

Cazzo, frasi bbbbomba, sprecate.
Solita questione di tempismo sbagliato.
La classica me, insomma.

domenica 24 novembre 2013

34_è tutta questione di (dis)astri

Sono una di quelle che gli unici oroscopi mai letti sono stati quelli delle pagine di Leggo aspettando la metro, giusto per iniziare la giornata con qualcosa di altamente intellettuale e impegnato.
La prima pagina poteva aspettare.
La giornata poteva aspettare ancora quei 15 secondi prima di iniziare per davvero.
Non che me ne fregasse qualcosa.
Non che ci credessi, ma diciamolo, a nessuno fa schifo che gli si dica qualcosa di buono, tutti vogliamo babbamente essere rassicurati che quella, finalmente, non sarà la solita cagosissima giornata che ci impegnamo a rivivere giorno dopo giorno come piccoli automi decerebrati.

Si, oggi sono positiva, non fateci caso.

Comunque, tornando a noi, il bello dell'oroscopo è questo: se dice qualcosa che ci piace ci basta per esaltarci e iniziare la giornata carburati, se ci fa schifo, semplicemente, chiudiamo il giornale, lo buttiamo e pensiamo mavaff-sti-oroscopi-del-cazzo-dicono-solo-minchiate e scuotendo la testa pensiamo che chi ci crede...è proprio un pirla.

Sempre parlando di intrattenimento di alto livello (ma che cazzo volete, fino a prova contraria sono una commessa, mica lavoro al MiBAC...con tutti i casi umani che vedo ho da contratto un tot di ore da passare guardando Real Time, sappiatelo.), l'altro giorno mi imbatto in 'sto programma che parla di segni zodiacali. Giuro che stavo per girare (anche perchè sentire un'intervista a Renato e alle sue torte della minchia proprio potevo evitarmelo...se voglio farmi male io mi butto dritta a robe tipo sepolti in casa, o, da buona ossessivo-compulsiva, su programmi tipo pazzi per la spesa. No, dico. Sappiate che questo è un grido d'aiuto).
Poi il tizio pelato inizia a snocciolare una descrizione dettagliata del segno.
E io mi scimmio tempozero.
E un pò me ne vergogno.
Ma dopo quel quarto d'ora la mia vita è cambiata.
Ho una nuova inquietante certezza: sono proprio fatta così. Così a cazzo, intendo.
E' il mio segno.
Sono un fottuto mostro metà uomo e metà cavallo, metà razionalità, metà istinto.
Insomma: sono e sarò in eterno conflitto con me stessa a vita!
E io che credevo che fossero i postumi di un'adolescenza che proprio non voglio superare.

Io sono in conflitto su tutto.
I momenti peggiori li raggiungo di fronte alle scelte più banali.
Di fronte al banco dei gelati entro in panico per dover scegliere quei DUE gusti, due soli cazzutissimi gusti, tra tutti i gusti gustabili...è una decisione di non poco conto...è destabilizzante....chessseppoimenepento?!?!?
(E di solito, me ne pento. E faccio scambio col cono del coinquilino che senza paura sceglie gli stessi gusti da dodici anni. Da che io lo conosca, insomma).
Non faccio una scelta se prima non vedo tutto l'opzionabile.
Poi, però, di solito, torno sulla prima cosa che mi aveva colpito.
Mi faccio mille pippe mentali. Su tutto. Penso a mille variabili, vado in merda e vorrei solo scappare via piangendo e battendo i piedi come una treenne.
Ma da oggi, anzi, da ieri, ho smesso di credere che prima o poi questa fase di indecisione perenne che mi contraddistingue finirà.
Avevo sempre pensato che, prima o poi, sarei cresciuta.
Avrei smesso di essere così insicura e il mio spirito "equino" da sagittario positivo e spensierato avrebbe avuto la meglio.
E invece no.
Che, non solo sono divisa a metà, ma c'ho pure l'ascendente peso tra le balle.
Cancro.
Il pelato dice che l'ascendente è come ci vede chi non ci conosce.
Ci credete che ho avuto più di una persona che, dopo avermi conosciuta, mi ha detto: "sai, non ti avrei mai pensata così, mi sembravi stronza, antipatica..."???
Stronza e antipatica sembro! Io! La regina delle cazzone!!!
Aiuto!
E quindi, niente.
Solo per farvelo sapere.
Ho appena realizzato che non saprò mai cosa voglio fare da grande.
E che non è colpa mia.

E' tutta colpa dell'astrologia.

venerdì 8 novembre 2013

33_non ho niente da dirvi. o forse no.


Essì.
Capitano anche questi momenti un pò così, che, se dovessi definire con un francesismo, definirei "del cazzo".
Dove non succede una beata minchia.
E non parlo solo dal punto di vista lavorativo, dove la stasi regna sovrana e il ristagno di offerte fasulle fa imputridire la mia casella di posta, ma anche dal punto di vista...di tutto il resto, ecco.
Che io, poi, non abbia una gran vita sociale è cosa ormai nota.
Fatto sta che, ragazzi, non ho un cazzo da dirvi.

Già, perchè il precariato a medio (?) termine ti fa assaporare anche un pò di quella routine che vive chi ha un posto fisso, dove i giorni si susseguono nella più o meno frenetica normalità, il tempo non basta mai, e bla bla (si, anche per una "commessa" il tempo non basta mai per far tutto. Almeno per un certo tipo di commesse. In un certo tipo di negozi. Ma lasciamo perdere che stiamo andando fuori tema...).
La cosa sconcertante è che tutto questo è positivo!
Cioè, se non ho niente da dirvi, essendo questo un angolo di espiazione catartica per le mie tragicomiche avventure, dovrei solo essere felice, no??
E zitta e sii felice Marta, rompicoglionichenonseialtro.

Forse un pò meno felici sarete voi, che una risata alle mie spalle ve la facevate così volentieri...
Ma sono certa che cose da raccontarvi ancora ne avrò.

Si, tipo la ragazza cinese che è venuta in negozio la settimana scorsa.

Ora, premetto che tra noi c'erano delle barriere linguistiche che all'inizio mi sembravano insormontabili, ma poi ho capito che non era quello che doveva spaventarmi, le vere barriere erano quelle culturali.
Pare dunque che in Cina sia prassi fare grosse spese di cosmetici di cui non si conosce il basico utilizzo ("ma alloRa (si. ho avuto la tentazione di mettere le L al posto delle R nel virgolettato, ma non vorrei che qualche cinese che bazzica sul mio blog -migliaia, mi dicono- si potesse offendere...) il tonico lo metto insieme allo scrub?" ...."ok, metto la crema e poi il latte detergente, giusto?!"...).
Dopo di che, se non soddisfatti, si è soliti ritornare dalla commessa babbazza di turno (ovviamente io, eccheccazzo) e lamentarsi del fatto che la roba "non andava mica bene" (??), e richiedere di cambiare una crema viso, già usata, sottolineo, con una seconda, così per provare, che "che ne so io com'è la crema se prima non la provo".
Tutte eh.
Maènnnnormale! Prendi tutte le creme che vuoi, vai a casa, le provi e poi vedi, se non sei soddisfatta le riporti in negozio, che io fingo indifferenza, chemmenefregammè, e le rimetto in vendita.
Essì. Sissì.
Moltobene.
A nulla è valso il mio sforzo di farle notare che avevamo provato insieme, prima della sofferta decisione finale, 3 creme 3, prendendo i tester e spalmicchiandocele con gioia addosso.

Dopo questo inenarrabile affronto sembra che tutti gli occhi a mandorla che incrocio mi fissino con sospetto e disprezzo. La comunità cinese del quartiere già mi odia, lo so.
Non mangerò più il riso alla cantonese con lo stesso animo leggero.
Sappiatelo.


lunedì 28 ottobre 2013

32_è nato prima il copy o la gallina???

Si, lo so, lo so...ma dove cazzo ero finita...avete ragione, ma sappiate che non c'è sosta per la disoccuprecaria (a meno che non sia nella sua fase "disoccu", ovvio, e lì, le ore da riempire si sprecano...), ma la sottoscritta è nella fase training pre-natalizia e per tutti quelli che almeno una volta hanno vissuto il natale dall'altra parte della barricata, sapete che non c'è proprio niente da ridere.
E il peggio deve ancora arrivare. Ma vabbè...

Oggi vi racconto quella volta che, presa da attacchi isterici e convulsioni epilettiche, dopo le classiche dodici ore a computer alla ricerca di annunci, mi incazzo, mando affanculo tutti, soprattutto il bon ton da lettera di presentazione, e invio una mail gag a un'agenzia di pubblicità.
Ma proprio una mail da cazzona, intendiamoci.

Il posto era davvero interessante, si stavano (incredibilmente, data la situazione attuale) espandendo e hanno deciso di lanciare una "ricerca di cervelli", una sorta di gara, proprio via facebook, per trovare nuovi collaboratori.
Passano un paio di settimane (durante le quali ammetto di aver provato un piacevole senso di soddisfazione e liberazione per quella lettera fuori da anni e anni di schemi, convenevoli, leccate stereotipate e cordiali saluti annessi) e...mi mandano una mail!
A me! Alla coglionazza con la lettera cazzona! Ahahhahahahhah, stavo svenendo!!!!
Ragazzi, si trattava di fissare davvero un colloquio, niente insulti o robe simili!

Occhèèèi.
Pausa.
Cioè. No, è che in teoria per poter inviare tramite il form del sito la mia supersimpamegagag mail, si doveva precedentemente scegliere una delle posizioni proposte per cui ci si stava candidando...nello specifico:

* account? ....no, no, per carità!
* creativo/art director? ....ahhahahah, seeeh, seh!
* copy?

Copy?

"Il redattore pubblicitario o copywriter è la persona che scrive tutte le parole della pubblicità (testi per annunci stampa, affissione, radiocomunicati e telecomunicati, e così via). Lavora all'interno di una agenzia pubblicitaria. Insieme all'art director forma la coppia creativa...".

Così da wikipedia.
Non che non avessi idea di cosa potesse essere un copywriter, ma io vengo dalla tradizionale "lettere e filosofia", che da noi mica c'era un corso di laurea ccciòvane e dinamico come quello del copy. Yo.
Che poi io sono pure laureata in beni culturali. Chissà che visione polverosa avranno di noi quelli che studiano pubblicità...
Quindi il copy è uno che scrive. Tutto. Di tutto. Un camaleonte della comunicazione.
Beh, dai, figo! No?
Bèèèèllla! Ho trovato come candidarmi: sarò una copy!

Questo frizzante entusiasmo, ovviamente, prima di sapere di essere realmente presa in considerazione.
Ma quando il colloquio si stava per avvicinare un paio di ansie mi sono salite.
No dai, ansie no...
Voglio dire, sono abituata, i miei colloqui oramai sono visti più come materiale per il blog che reali momenti topici dove si decide del mio futuro lavorativo...maddààààiii!
E ora stavo per varcare la mia prima agenzia di pubblicità: che pettine!

Eccomi puntuale difronte al citofono.
Suono, "si, avanti dritto, segui la corte, giri a sinistra...". Mi ero già persa le indicazioni dopo l' "avanti dritto", ma poco male, ho un buonissimo senso dell'orientamento e faccia da culo Q.B. per essere certa di arrivare alla porta giusta in tempi ragionevoli.
Mi fanno accomodare ad un tavolo, pieno di riviste. Braaaaaavi, penso, almeno per una volta posso camuffare il momento-merdone dell'attesa sfogliando pagine su pagine, su pagine...su pagine...

Ed ecco che tocca a me.
Vengo scortata da una ragazza carina, che solo dopo scopro essere colei che mi ha scelta per le finali dei colloqui (ebbraaaava!), mi presenta il capo, ci sediamo in un'atmosfera tutto sommato molto informale e iniziamo a chiacchierare.
Cosa fai, cosa non fai, e soprattutto: "davvero complimenti per essere arrivata qui, perchè solo una piccolissima parte di tutti i cv ricevuti sono stati selezionati per i colloqui. A 600 abbiamo smesso di guardarli..."
Ahhhhhh, ebbbrava Marta, autopacca (poco convinta!) sulla spalla, e via!

Ma da qui in avanti viene il bello.
Detta brevemente, il tipo credeva (voleva credere, crederà ancora???) che io fossi una copy, a real one.
Studiata in scuole di copySS. Creando pezzi e partecipando a svariati concorsi, che tutt'ora mi sono sconosciuti, concorsi di copySSs'intende.

"Ahahhaha, guarda...ieri ho avuto una ragazza qui ai colloqui che non sapeva nemmmmmmmmeeeno cosa fosse davvero un COPY!!!!"

GULP.
Ma il sorriso stampato permaneva. Stoica Marta resiste e non si piega.
Tipregononfottermichiedendomicos'èdavverounCOPY. Ti prego bambino Gesù.

"...e poi le ho chiesto: Ma tu, quando scrivi??? E qual è il tuo metodo?? E lei sai cosa mi ha risposto?? No, dico, ahahhahahahha, sai cosa mi ha risposto????"

La goccia di sudore-da-panico era lì. Speravo solo non cadesse.
E con lei il mio sorriso inebetito.
La testa continuava ad annuire, bene.

"....mi ha detto che lei non ha un metodo, e che scrive nei ritagli di tempo!!!! ODDDIOOO! Ma si può?!?!? E per di più, per di più, senti questa: scrive e non-si-fa-pagare! Non si fa pagareeee! Ma io dico! Tu devi sapere il prezzo dei tuoi pezzi no?! No??!?!"

No, cioè. Io volevo morire!!!!!!
Voglio dire, si stava lamentando di una povera che sencondo me era pure studiata da copy, ma che poverina, probabilmente per gavetta (o schiavismo, che spesso coincidono), si era pigata a 90 a destra e a manca per cercare di fare il lavoro che voleva fare e adesso era lì, derisa dal tipo davanti a una coglionazza (io) che non sapeva se alzarsi e dire: grazie del vostro tempo, forse c'è stato un malinteso, io sono solo una cazzona, ciao ciao oppure trattenere il fiato, annuire, cercare di far intravedere il fatto che sul mio CV non ci fossero tracce di collaborazioni come copy e premi di scarabeo o quant'altro.
Ovviamente, paralizzata dall'ansia, ho giocato la seconda carta.
E, incredibilmente arrivammo, dopo una domanda-da-tipi-da pubblicità (se dovessimo dare un nome ad una nuova bottiglia d'acqua....come la chiameresti? E la mia geniale risposta: mica posso dirvelo su due piedi qui ci vogliono breefffffsss e analisi dei competitorZ...), arrivammo al grazieearrivederci.
Fiùùùù.
Ero incredibilemente uscita indenne.
Secondo me mi avrebbe presa a botte con dei faldoni se avesse scoperto la mia non copy-aggine.

Ma da questa esperienza, una profonda riflessione.
Non mi si turbino i veri copy che leggono, lo so che questo è un mestiere e che, come tale, vuole tanto studio e professionalità.
Ma io mi chiedo. Se sono potuta risultare "interessante" per un'agenzia di pubblicità, è possibile che io sia bannata da qualsiasi tipo di esperienza ai limiti del copy perchè non sono uscita da un percorso di studi studiato proprio solo per i copy??
Mi spiego meglio. Poco più di 10 anni fa, manco c'erano i corsi di laurea in copywriting.
E che? Nessuno scriveva per la pubblicità?
Ci saranno state persone che, uscite da lettere, hanno avuto la possibilità di imparare il mestiere da qualcun altro. E oggi saranno pure degli ottimi copy.
O no?

Step 2: il mondo ti vuole con in mano una carta che attesti quello che sei.
Occhei.
Vado a vedere corsi, magari serali, di copywriting. A me piace un sacco pensare di poter mettermi a studiare cose nuove!

Step 2: FAILED.
Una sola parola: elitarietà.

Una sola imprecazione: mavafffff!


Post più popolari